Vi racconto la mia battaglia contro il differenziato.
- Ilaria Muresu

- 21 gen 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Il primo mese dell’anno nuovo sta per finire.. si avvicina così Febbraio. Dunque oggi voglio parlarvi di un argomento molto importante e che ritengo indispensabile almeno dal mio punto di vista parlarne. E sopratutto perché parlarne?
Perché è indispensabile che le persone sappiano a cosa si va incontro. Il differenziato di cui parlo fa parte del Piano Educativo Individualizzato, in abbreviato sarebbe il PEI.
Il PEI consiste nel rendere più semplice lo studio della persona con disabilità.
Semplificando per filo e per segno tutte le materie saltando (purtroppo) le cose che fanno i compagni di classe, o meglio ”semplificando” il programma della classe e purtroppo senza il diploma.
Ricordo come se fosse ieri, ero in quarta superiore.. una riunione cosi importante che mi volevano ”nascondere”. Forse per non farmi preoccupare e non li biasimo perchè giustamente volevano il mio ”bene”, aiutarmi.
Ma aiutarmi in che senso? A rendermi una vita che era già difficile di suo ancora più difficile? Io volevo una vita dignitosa. Avevo scelto lo Scientifico perché volevo andare a tutti i costi all’università e avere un lavoro. Purtroppo mesi dopo sono venuta a conoscenza della riunione, ma la cosa che continuavo a chiedermi: Che fine ha fatto l’inclusione? La scuola serve per aiutare a tutti in un percorso uguale, senza tagliare fuori nessuno. In questo caso togliere il diploma è discriminatorio. Ma chi sono io per dirlo? Nessuno. Semplicemente una ragazza che ha avuto tante difficoltà.
E si, ci hanno provato con me.. e io mi sono data da fare, ho lottato come un leone nonostante le mille difficoltà ottenendo così gli obiettivi minimi..ovviamente mi sono fatta aiutare dalle persone che venivano a casa ad aiutarmi con lo studio.
Io ringrazio chi non era d’accordo su questa riunione per il differenziato, ringrazio la mia prof di inglese che fin da subito ha visto in me delle potenzialità. Ed era vero. Non smetteró mai di ringraziarla. Riguardo al resto io faccio un passo indietro e rifletto, anzi capisco che ci sono persone con disabilità intellettive molto ”evidenti” che purtroppo non possono avere un futuro e su questo mi dispiace tantissimo e mi logora l’anima a pensarci per loro. Peró questa cosa del differenziato la richiedono anche a chi ha patologie meno gravi, tipo dislessia grave, sordità grave profonda, etc.. insomma patologie che vanno un po’ a compromettere l’apprendimento. Parlo anche di ragazzi che conosco e che non hanno potuto fare molto.. e che al di fuori della scuola fanno tanto. Perchè quello che conta non è solo lo studio, ma il saper vivere la quotidianità, essere autonomi. Io nel mio lo confesso so di non essere autonoma ma non mi sottovaluto, cerco di fare piccoli passi per raggiungere un obiettivo.

Io sono quella che se voglio, FACCIO!
Cosi è stato.. mi sono diplomata con 78 su 100.. Argomenti e pagine uguali agli altri senza distinzione.. unica cosa.. usavo molto i riassunti.
Detto questo.. cari genitori, solo VOI potete giudicare questa SITUAZIONE e conoscete meglio i vostri figli. Non lasciate mai che la SCUOLA neghi a loro un futuro. Nessuno deve essere fatto fuori. Ricordatevi che.. il differenziato non dà un DIPLOMA. Per cui.. dovete capire bene VOI.
In bocca al lupo 🙏🏻
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